Piove.

Piove. La campagna fradicia, gli ulivi argentei si perdono nelle nubi basse e lattiginose. Fumi di camini lontani, verticali, lenti.

Tweet Award 2011 – Non sono il migliore, però.

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Due anni sono passati da quel primo e insignificante tweet. Non ricordo cosa fosse ma ricordo l’adrenalina di essere in collegamento con il mondo per il tramite di pochi e pesanti caratteri.

Dopo due anni e per il secondo anno consecutivo mi ritrovo premiato come Miglior Twittero Uomo (qui) .

Quest’anno ci sarei voluto essere per diversi motivi: per toccare la mano a quelle persone speciali che hanno condiviso con me i loro pensieri e le mie follie, per guardarli negli occhi e ringraziarli.

Soprattutto per rispetto verso le tante persone che hanno messo la x sul mio nome pensando che me lo meritassi.

Tanti mi seguono e ancor oggi, sinceramente, non lo capisco. Essere una persona normale che fa una vita normale e dice cose normali forse non è così normale, evidentemente.

Ne sono orgoglioso, parecchio. Essere apprezzati per pochi caratteri è molto bello.

State tranquilli, però. Nessun libro è pronto, eh ;)

Sarei voluto essere a Riva per ritirare il premio e anche per controllare se:

@Rudy Bandiera è stato veramente intagliato nello strutto

@Claudio Gagliardini ha più followers dei denti del suo sorriso.

@davidelico è così cattivo come sembra.

@lddio esiste veramente o è solo un’ account della concorrenza islamica.

@carlogabardini è veramente un attore ed è quindi antipatico quando recita.

@einaudieditore è un bot o più probabilmente un’intelligenza con un libro intorno.

@NicoSavi è il nipote  segreto di Totò e Peppino de Filippo.

Io, per quanto mi riguarda, posso solo dire alle quasi 9.475 persone che mi degnano della loro attenzione:

Ci sono, se volete, quando volete. Fatemi un Tweet.

@insopportabile

Un giorno del 2031.

Devo uscire, stamattina. Ma prima faccio colazione, caffè e cornetto istantaneo, foto, condivisione. Non ne avevo voglia, ma se lo aspettano i miei lettori.

Metto i miei occhiali 3d e navigo uscendo nella realtà virtuale a fare shopping. Scelgo prodotti, li tocco con i guanti tattili, sento i profumi con l’app appena scaricata. Pago, mi sono già loggato. Mi verrà recapitato in posta pneumatica direttamente a casa.

Ho 8.000 followers che stanno guardando cosa sto facendo, prendono appunti, entrano nello stesso negozio e comprano quello che ho preso io: il negozio poi mi passerà la percentuale direttamente sul conto.

Mi fermo al ristorante, ordino il pranzo, lo troverà sul tavolo tra un’ora: dovrò però collegarmi in diretta per contratto.

Le news mi rimbalzano da ogni parte, gli RT della notizia del Presidente del Consiglio che si dimette perchè il suo account era protetto fa scalpore. La privacy, infatti, è stata abolita nel 2020, in tutto il mondo.

Il modulo per l’igiene personale è pronto, mi ci infilo ed esco pulito e libero.

Ho un appuntamento con Shara, ho messo l’app blu, per le grandi occasioni. Condivido la foto e 2000 persone mettono il like. Sono contento.

Lei è splendida nel suo avatar elegante: non perdiamo tempo e indossata l’attrezzatura  facciamo sesso in live chat con un picco di 1.000.000 di accessi. Pagati molto bene.

Sfinito dormo.

L’unica cosa che ancora non posso condividere in diretta sono i sogni, ma un apparecchio mi sveglierà al punto giusto per poterli trascrivere sul mio profilo.

Pronto per un altro giorno del 2031.

Basta.

Il danaro non è la soluzione.

Spendere di meno per  avere più tempo,

conoscere il prossimo, rispettarlo.

Toh, un blog.

Dimenticavo di avercelo,

un blog.

Dimenticavo di avercela,

una vita.

Scrivo per dimenticare,

vivo per ricordare.

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Il principio dei social comunicanti.

Travaso vita da un social all’altro,

come affinando del vino,

e nell’operazione tolgo la feccia.

Il vino,

però,

è sempre meno.

#barbera2 – Quando nelle vita ci vuole passione.

Sarei voluto tanto esseri, a #barbera2 perchè questi amici li avrei voluto conoscerli dal vivo.

Perchè i social sono strumenti potenti e amplificano emozioni, ma guardare negli occhi e vedere il sorriso delle persone non è uguale a un tweet.

Li prendono per matti questi appassionati di vino ma io, nel mio piccolo, li capisco.

Sono uno qualunque che fa un lavoro qualunque ma che per scelta ha deciso di vivere in campagna senza aver mai saputo nulla di coltivazioni.

Cinque anni fa ho impiantato la mia piccola vigna per provare a creare il mio vino, finora con risultati disastrosi, ma non importa.

L’importante è lavorare con i giusti ritmi, assecondando la natura, rispettandola, tememendola.

E quando guardo mia nipote che accarezza un grappolo e mi chiede se quello diventerà il vino di zio capisco il senso della vita.

Questi amici matti, Gianluca @gianlucamorino e quella forza della natura gentile che è Monica @wineup mi hanno sempre trasmesso questo.

Nella vita, senza passione, non si vive.

All’anno prossimo ;)

Senza dimenticare gli amici @toccodizenzero @cromobox @tirebouchon @StefanoCalosso @Alcheringia @eticavitis @natashaterhaar e tutti quelli che adesso mi sto dimenticando… perchè sono vecchio :) [edit li aggiungo come me li ricordo ;) ] @augulea @cascinagilli @saravinicarbone @filipporonco

Una città che non vuole crescere.

Una città, la mia, Cagliari.

Ci sono nato, partorito dalla polvere bianca e dal sale,

dal profumo di alghe e di pietra scottata dal sole.

Ci ho vissuto, legato dalla sua borghese pacatezza,

dalla sua bellezza,

dalla sua comodità soporifera.

Sto tentando disperatamente di farla crescere, svegliare,

lasciare la sua indolenza adolescenziale per diventare adulta.

Lo faccio ogni giorno, con le persone,

con il lavoro,

con la testardaggine tipica dei sardi.

Ma è difficile vincere l’ottusità della gente,

il non capire che i compromessi li pagano i nostri figli.

Continuo a combattere,

per non essere complice.

Anno nuovo, blog vecchio

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Ogni fine anno penso al tempo che è passato,

ai traguardi che voglio raggiungere,

alle speranze che sono state vanificate dal fato

o dalla mia ragione.

Penso a cosa sono diventato, in questi 6 anni di blog.

Di un blog nato per scherzo,

per appuntare pensieri sparsi,

confrontarsi con altri pensieri sparsi,

per essere presenza attiva in una rivoluzione di comunicazione.

Poi.

Poi, invece, mi ritrovo ad aver perso la voglia,

gli stimoli,

l’entusiasmo di scrivere con una certa frequenza,

preso da altri mezzi,

più veloci,

più coinvolgenti.

Sono passato al fastpost,

dove i pensieri li appunto su twitter,

più per il confronto con gli altri che per me stesso.

Qui prendevo concetti, idee, quadretti,

che una volta attirata la mia attenzione

forgiavo con la fantasia perchè rimanessero nel mio diario.

Twitter ha il vantaggio della comodità,

ma non permette il giusto tempo per sedimentare i concetti

e renderli adulti e solidi.

Per questo, per quanto un po’ trascurato,

questo blog non lo abbandono.

Rimane un luogo di calma,

dove nella quiete di un nuovo articolo,

nella trepidante attesa di una bozza,

nella ricerca di una giusta immagine,

i miei radi pensieri posso trovare lo spazio adeguato

per esprimere concetti, magari anche banali,

ma ponderati.

Il mio augurio per il mio anno nuovo non è

poter continuare a  scrivere qui dentro,

ma avere cose da scrivere.

Condividere la mia vita,

non vivere per condividerla.

Buon anno.

C’è una vita là fuori.

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Una vita di tramonti e suoni,

rumori,

sapori,

profumi.

E di sguardi,

occhi negli occhi.

Finchè adsl non vi separi.