Quattro gattini e quattro paperelle…


Cosa mi dovrebbe spingere a comprare un telefono?
La convenienza delle tariffe,
la stabilità della rete o
la serietà dell’azienda?
Niente di tutto questo.
Quattro gattini, quattro paperelle
e tutto intorno a te.
Passi che siamo d’estate,
la stagione futile per eccellenza,
passi che quando si è in crisi economica,
ci si attacca al superfluo.
Ma perchè tutte le pubblicità di questo periodo
sono un inno all’idiozia,
all’apoteosi delle cerebrolese,
all’insulso assurto ad arte?
Perchè per mangiare un gelato devo essere
“Sensuale come un tassametro”?
o per telefononare
devo inseguire
“quattro gattini, quattro paperelle”
o cancellari gli scogli di una spiaggia?
Chi decide le strategie di marketing,
Topo Gigio?
Ormai assodato che per far andare un prodotto
dobbiamo essere rappresentati dal
5% di donne del mondo che pesano 50 kg,
tolte quelle che muoiono di fame,
e dal 5% uomini che hanno muscoli anche nelle unghie,
stile bronzo di Riace.
Che la moda si fonda su slogan e tormentoni,
che entrano nelle orecchie e
rimbalzano nelle scatole crancihe
tristemente deserte,
tipo particella di sodio…
Visto?
Anche io nella trappola ;)

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