Il potere della parola.

Un foglio bianco, una penna, un vocabolario.

Questo bastava per emozionarmi

e per impressionare la mia insegnante,

che ci diceva sempre:

Le parole sono importanti.

Oggi non è più così,

le parole sono avvilite da gente che in italiano parla

come in natura l’asino raglia,

da giornali e tv che scrivono articoli sgrammaticati,

con magazzeni, gabine, sdrai e perticati,

e da giovani che scrivono in codice come spie russe.

Dispiace vedere la lingua non strapazzata e reinventata,

ma violentata e smembrata per sciatteria,

per vile mancanza di voglia di esprimersi.

Tv, radio e cellulare,

Facebook, blog, twitter e mail hanno ampliato enormenente

la possibilità di esprimersi, mettendo in comunicazione

miliardi di persone, culture, religioni.

L’unico problema è sempre il solito,

dalla notte dei tempi:

aver qualcosa da dire.

E dirla bene.

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