![f026dc34-833a-4d0f-9540-8c7429b0b1fc[1] f026dc34-833a-4d0f-9540-8c7429b0b1fc[1]](http://insopportabile.blog.tiscali.it/files/2010/05/f026dc34-833a-4d0f-9540-8c7429b0b1fc1.png)
Basta un’idea.
Un tweet, buttato lì, senza tante pretese.
[Sarà l'ultima volta in cui potrete far finta di nulla? Un triangolo giallo nell'avatar per dire #noalbavaglio RT please]
e un germe insignificante prende forma
e assume un volume e una forza dirompente.
Questo è successo con #noalbavaglio su twitter.
Una fascetta gialla e la voglia di protestare,
educatamente, garbatamente.
Poi grazie a Nicola Favero e al suo a#twibbon (http://twb.ly/c8S7A0)
diventa un’alluvione di fascette gialle e centinaia di presone ci mettono la faccia.
Non servirà a nulla, forse.
Ma servirà a far capire che, se si vuole, siamo tanti.
E possiamo decidere,
ricordandocene alle elezioni.
Questa è la democrazia.



grandissimi
sia tu che Nicola Favero!
ho messo lo stesso avatar in facebook, spiegando brevemente la cosa,
vediamo se anche là la cosa prende piede
perdonatemi non capisco.
non capisco perchè deve essere criticato chi vule evitare che una persona subisca l’infamia e il biasimo pubblico prima che un organo seriamente preparato a cercare la verità al di là degli umori e dei pettegolezzi, come in teoria è la magistratura, decida se egli sia realmente colpevole, e in che misura.
violare il principio per cui a giudicare dei crimini deve essere un organo professionale e non l’umore del popolo significa ricacciare indietro millenni di civiltà e tornare nel medioevo più oscuro. significa disconoscere il valore di principi come quello dell’habeas corpus. singifica permettere che persone oneste vengano screditate a causa di calunnie infondate o altre bieche srtumentalizzazioni.
perciò non capisco questo triangolino.
se proprio volete fare del bene alla nostra civiltà dovete combattere in favore di una magistratura indipendente, apartitica e soprattutto a favore di un processo che sia svolto in tempi brevi, di modo che la giustizia sia effettiva e non solo una dichiarazione di intenti.
si consideri poi che i servizi segreti da anni stanno controllando l’intera popolazione. da anni ogni singolo cittadino viene intercettato e spiato di nascosto, e tutto ciò costituisce una gravissima lesione della privacy, quando non è prodromo di pratiche di manipolazione psicologica, di stalking internettiano e altre nefandezze che vengono messe in atto dagli organi dell’esecutivo con molto poco rispetto dei diritti umani.
combattete contro queste pratiche, che sono il vero pericolo di una civiltà, se proprio non avete altro di meglio da fare.
Perdonami, ma non capisco.
Non capisco come un magistrato possa fare una indagine senza poter utilizzare le intercettazioni se non per motivi che indicano già un reato grave.
E comunque, il vero pericolo di ogni civiltà è la scelta dello struzzo.
Fly, per cortesia, usare la privacy come scudo per coprire l’irragionevolezza delle norme che si stanno discutendo è davvero un insulto all’intelligenza.
La privacy DEVE essere tutelata, e non ti vengono dubbi che non è questo che si sta facendo, se un uomo che è stato garante della privacy, Stefano Rodotà, è il primo a denunciare questo stesso imbroglio? Non si vuole difendere la privacy, per farlo servirebbe un articolato diverso, molto breve, con poche regole per responsabilizzare chi è a capo dell’indagine e punire severamente chi viola il segreto.
Qui si sta andando a toccare la libertà di informazione, di espressione, di essere informati dei cittadini, il che va a ledere i principi espressi da diversi articoli della Costituzione.
Una domanda: in che modo la privacy (e quella di chi) sarebbe stata tutelata se i cittadini non fossero stati informati (come succederebbe con l’approvazione di questo ddl) dei traffici della c.d. cricca?
io non capisco PERCHE’ un magistrato dovrebbe voler sottoporre ad indagine un cittadino senza che vi siano gravi indizi di reato contro di lui.
porse per perseguitarlo ? perchè non è del suo partito ? perchè fa la corte a sua sorella ?
andiamo signori. non fate i finti tonti.
pubblicare gli atti di un processo prima che il processo sia conlcuso significa togliere il processo dalle mani della magistratura e sostituire un giudice che ha una preparazione di anni basata su una dottrina millenaria, con un giudice molto meno preparato e per nulla equilibrato: l’opinione pubblica.
ma l’opinione pubblica è fatta di tante cose, di tante persone, e non tutte hanno una cultura giuridica alla base, nè la possibilità di vagliare i fatti. inoltre spesso l’opinione pubblica è fuoriviata dalle notizie che gli informatori di parte le propinano.
permettere che uhna persona venga condannata al biasimo sociale prima che venga accertata la sua effettiva colpevolezza è una forma di barnarie e di violenza. punto.
se qualcuno ha ancora voglia di sostenere il contrario ha tutto il mio disprezzo, non perchè lo considero stupio, ma perchè credo che si renda conto perfettamente che quello che dico è vero, ma non lo voglia ammettere perchè non gli conviene. non so per quale motivo in italia ci sono molti che auspicano l’instaurazione di un regime totalitario in cui al cittadino vengono negati anche i più elementari diritti civili, quale il diritto di non essere considerato colpevole prima che venga dimostrata la sua colpa. e l’onere della prova non deve incombere su di lui, ma su chi lo accusa. e gli deve essere data la possibilità di difendersi. e nessuno lo deve biasimare prima che su ciò si sia pronunciato un organo competente a ricercare la verità al di là degli umori del momento. signori questa è cultura giuridica, frutto di millenni di violenze. se qualcuno davvero nega questa impostazione, o è un ignorante a cui dovrebbe essere tolto immediatamente il diritto di voto oppure, più probabilmente, è un malfattore.
f
Non mi ero reso di conto di essere o malfattore o ignorante. Meno male che qualche mente illuminata e diprezzante mi indica la retta via. Ora sono più tranquillo.
f
tipicamente quando non si hanno più argomenti per dibattere nel merito si fa la vittima e si accusa chi sta semplcemente cercando di smascherare la malafede, o l’ignoranza, di essere un maleducato
secondo me è più maleducato perseguitare qualcuno con diffamazioni e calunnie. e finchè non c’è una sentenza qualcunque chiacchiera od opinione di terzi è una calunnia.
secondo me non è maleducato reagire con rabbia di fronte a chi pretende di violare i tuoi diritti fondamentali come fosse la cosa più normale del mondo
fare finta di essere la vittima offesa dal disprezzo di chi difende i diritti umani non cambia la sostanza dei fatti: chi cerca di sotterrare i diritti umani non è una vittima, è un persecutore che merita disprezzo.
per la restate ipocrisia poteve sintonizzarvi su canale cinque alle tre, c’è un bellissimo programma che ne contiene molta.
Per l’ipocrisia basta seguire i tuoi logici, forbiti ma deliranti discorsi di chi si arroga il diritto di essere il depositario della verità.La pochezza delle tue argomentazioni sono di una desolazione che solo una persona boriosa e arrogante può sostenere.
Ma non ti preoccupare, sono dette da una vittima, quindi puoi non preoccuparti e andare a predicare la tua religione dove gli accoliti possono applaudirti e ossequiarti. Magari alle cinque sul canale tre.
non credo di essere depositaria della verità, ma di avere una preparazione giuridica di base, e mi indigna constatare che c’è chi è tanto arrogante e borioso da considerarsi al di sopra di una dottrina che ha alle spalle molte centinaia di anni di riflessioni, errori e discussioni, e che mette al disopra di questa dottrina un banale “secondo me”.
con il “secondo me” si può arrivare a dire che l’opinione pubblica sia un giudice migliore di un magistrato che ha studiato per anni il diritto e la procedura.
con il “secondo me” si può sostenere di avere diritto di dire la propria di fronte a casi in cui si vanno a considerare situazioni personali e private, che fanno parte dei diritti inviolabili di una persona e che non dovrebbero essere esposte in pubblico, se da questo può nascerne un pregiudizio. e questo non lo dico io, lo dicono millenni di cultura.
se non conoscete le storia e pensate che il vostro “secondo me” sia superiore ad essa, gli arroganti siete voi.
io non sto dicendo, in fondo, niente di nuovo.
vi sto solo invitando ad uscire dalla barbarie del “secondo me”.
postilla: poi la cosa più grave è che questo saccente, arrogante e iniquo “secondo me” è un valore talmente sopravvalutato nella vostra città, che ha permesso a poliziotti, avvocati, carabinieri e quant’altro di considerarmi una criminale solo in base a un “secondo me”, calpestando millenni di civiltà ed educazione giuridica. in base a un “secondo me”, che era il secondo me di amici, di parenti, di conoscenti di una persona che non faceva altro che calunniarmi, io sono stata considerata una pazza prima, e una criminale poi, senza mai aver subito un processo. e quandi mi sono giustamente rivoltata, con rabbia, a questo stato di cose, sono stata picchiata selvaggiamente e poi fatta arrestare. non vi era nessuna obiettività nel “secondo me” cher essi ponevano a giustificazione del loro operato. solo voglia di perseguitare chi gli era antipatico per motivi personali. essi hanno distorto la legge applicandola in modo che il loro “secondo me” fosse considerato più importante di un giudizio equilibrato, che tenesse conto delle testimonianze di tutti, non solo di una parte. questo modo di procedere è contrario a tutti i principi del diritto. non è diritto, è sopruso. è prepotenza. è violenza.
è barbarie.
Le tue esperienze personali dovrebbero essere lasciate fuori dalle considerazioni che esprimi.
L’unica violenza che vedo è nelle tue parole nelle quali cerchi, con arroganza e prepotenza, di piegare la mia idea alle tue convinzioni.
Io rispetto la tua idea, tu rispetta la mia. Non mi conosci, non sai quale preparazione di base possa avere io.
E rivendico il diritto di usare il secondo me, fintanto che ci sarà la libertà di poter esprimere le proprie opinioni.
Questa legge è sbagliata per come è stata proposta. Io non sono d’accordo per la gogna mediatica: come non si deve governare con il plauso del popolo, tantomeno bisogna giudicare reati.
Ma sarebbe semplice: basterebbe evitare le fughe di notizie radiando i responsabili dai loro ruoli.
Ma per punire atteggiamenti sbagliati non serve promulgare leggi sbagliate.
Secondo me.
A me non interessa sapere i fatti privati di nessuno, a me interessa soltanto che le persone preposte a trovare indizi di colpevolezza (verso chi ruba i soldi che mi fatico ogni giorno) abbiano i mezzi per continuare a lavorare. Questa legge, così come proposta, gliene toglie sicuramente molti, se non tutti. Infine, un magistrato serio, come molti ce ne sono in Italia, sicuramente non si fa influenzare dai giornali e dall’opinione pubblica. Secondo me.
se mi dai un’email ti faccio leggere un articolo sull’unione sarda in cui si parla di me in termini derisori. così saprai chi sono io e perchè sto scrivendo qui su tiscali ormai da anni senza avere uno straccio di attenzione da parte di chi mi ha fatto del male.
me la prendo tanto con la stampa che diffonde le notizie superficialmente, spesso in modo erroneo, perchè sono la vittima di un caso di diffamazione avvanuta, alla fine, anche sulla stampa. tra le alrte cose diffamazione avvenuta prima che io fossi sottoposta ad un processo tenuto da un regolare magistrato.
pertanto mi indigno e ci metto del personale. altrochè. la legge è valida per tutti, non soloper berlucsoni, perciò prima di stabilire un principio generale bisogna ponderare bene tutti i corollari e tutti i “secondo me” possibili. i “secondo me” vanno bene se li si prende in considerazione tutti, e non solo quelli che conviene. e se io sono stata spiata per ammi senza aver mai fatto niente di male, ma solo per essere stata indicata come pericolosa da un paranoico, io mi inalbero e difendo la tesi per cui prima di spiare è meglio avere gravi indizi di colpevolezza, altrimenti si commette un abuso. non è carino essere spiati, specie quando te ne accorgi, te ne lamenti, e ti viene detto che sei paranoica.
cosa significa “non bisogna giudicare reati” ? vorresti abolire la magistratura ?
cosa significa “bisognerebbe evitare fughe di notizie radiando i reponsabili dai loro luoghi ” ?
in base a cosa li vuoi radiare ? in base al fatto che puzzano ? non credi che ci sia bisogno che prima di tutto una legge vieti la fuga di notizie ? e a che cosa si potrebbe appellare questa legge ? alla difesa della privacy ? alla separazione dei poteri dello stato? o al diritto della stampa di dire quello che le pare, quando le pare, per favorire o danneggiare chi le pare, senza scrupoli ?
la scusa del “tu non mi conosci” oramai è troppo frequente ogni volta che lascio un commento qui su tiscali. invece vi conosco tutti abbastanza bene direi.
infine: il problema non è di evitare che il magistrato sia influenzato dall’opinione pubblica, ma di evitare che uno sia sputtanato dalla stampa a causa del fatto che la stampa diffonde notizie incomplete, erronee, volte a cercare l’effetto o a favorire qualcuno, a far sembrare come già condannato chi sia solo indagato. essere indagati non significa nulla. eppure pare che la stampa non faccia altro che portare notizie di aperture di indagini verso questo o quel (politico). è chiaro che il pubblico si fa influenzare da questo tipo di notizie. e non è corretto. soprattutto in virtù del fatto che poi quelli realmente condannati stanno in parlamento belli tranquilli, come niente fosse.
per ivana:
i magistrati hanno tutti gli strumenti che sono necessari per perseguire i reati e indagare su chi li commette.
ma la pubblica opinione non è un magistrato. non ha questi strumenti, per cui non ha nemmeno le informazioni. e non ha tempo per vagliare bene i fatti, non essendo il suo lavoro: è un lavoro di cui si occupano i magistrati. quando essi si saranno pronunciati, allora potranno intervenire gli organi dell’esecutivo e l’informazione pubblica, volta a porta a conoscenza di tutti che quella persona ha commesso un reato.
ogni informazione divulgata dalla stampa su reati non ancora provati e di cui non siano ancora accertati, con sentenza, i colpevoli, è una lesione dei diritti umani e viola la nostra costituzione.
per quanto mi riguarda una buona legge metterebbe il bavaglio a tutti i giornalisti che sono passati dalla politica al giornalismo, e viceversa, che sono o sono stati tesserati, che sono dichiaratamente di un partito. essi non sono garanzia di equilibrio e onestà nel fornire le notizie al pubblico. altra buona legge farebbe in modo che i processi vengano risolti in tempi brevi. imporre agli inquirenti di non perdere nemmeno un secondo a chiacchierare con la stampa, prima che il processo sia concluso, è un buon modo per condurli a questo risultato.
rodotà è un uomo di sinistra. quando viene intervistato non si esime mai dal dire qualcosa che fa dimostra una sua presa di posizione ideologica e opinabile. opinabile nel senso di non necessaria, non basata su una fattualità oggettiva, ma su teorie e convinzioni (ideologie) personali.
che equilibrio potrà mai esserci nella giustizia (per non parlare del resto) di un paese dove anche chi dovrebbe essere al di sopra delle parti, ovvero dalla parte di TUTTI, invece parteggia tranquillamente ?
insomma.. mi pare che voi stiate portando avanti una mentalità per cui è lecito spettegolare, attribuire comportamenti biasimevoli, anche gravi, addirittura criminali, ad altri, senza che questa chiacchiere abbiano un minimo di fondamento dimostrato.
è questa la barbarie che contesto e che mi fa accapponare la pelle.
non avete diritto di spettegolare, diamine. il pettegolezzo non è un diritto. è un’arma, e come tale va esercitato con prudenza estrema. soprattutto non si deve diffondere l’idea che si abbia diritto a pensare male di chi non si conosce, a causa di un certo sentito dire.
pensare male e parlare male sulla base di chiacchiere non è nè lecito, nè accettabile. secondo me dovrebbe essere proprio previsto come reato, in quanto comportamento che potrebbe ledere gravemente la reputazione, e quindi la vita sociale, di una persona.
l’informazione è una cosa, ma la chiacchiera è un’altra. e ciò che stanno difendendo i giornalisti è la seconda delle due.